L'improvvisa scomparsa - Dedicato a Mario Lanza

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L'improvvisa scomparsa

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L'improvvisa scomparsa

Quando i giornali radio diedero il triste annuncio della morte di Mario Lanza, milioni di suoi fans in tutto il mondo stentarono a credere a tale notizia, tanto era giovane e simpatica la figura di questo grande personaggio dello spettacolo che emanava gioia di vivere e vitalità da tutti i pori.
Io stesso, quel 7 ottobre 1959 - avevo 13 anni - rimasi senza parole e non riuscivo a capacitarmi e farmi una ragione per questa notizia giunta come un fulmine a ciel sereno. Il mio idolo, il mio eroe che nulla e nessuno poteva scalfire, era morto per un improvviso infarto a soli 38 anni.
Nessuno dei suoi ammiratori poteva prevedere o semplicemente pensare che quel sorridente e aitante giovane dalla voce d’oro, era così vicino alla morte, la figura di Mario Lanza, infatti, esprimeva solo una grande voglia di vivere e tutto nella sua breve vita era bello, spensierato, gioioso.
Mario Lanza trasmetteva al pubblico la gioia di vivere, l’esuberanza della sua voce dall’emissione pura e perfetta, con tutte le note al posto giusto, dal centro chiaro e largo, ma nello stesso tempo caldo e corposo, dagli acuti sfolgoranti e luminosi come mai si era sentito prima, davano grande gioia a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo e di vederlo nei suoi concerti, nei film o semplicemente attraverso i suoi dischi che la radio spesso trasmetteva.
Il pubblico che è il giudice supremo di ogni artista, rimaneva sempre affascinato dalle sue interpretazioni, da quelle operistiche alle più popolari canzoni napoletane, italiane e in particolar modo tutte le più celebri romanze e canzoni americane e inglesi, cantate con una naturalezza e spontaneità mai udita prima.
Leggendaria è rimasta la sua interpretazione di Granada di Lara, che Mario Lanza lanciò con enorme successo in tutto il mondo, poi divenuta una romanza essenziale interpretata da tenori e cantanti di tutti i generi, che spesso inseriscono nei loro concerti.
Nessuno si curava di piccoli cavilli che solo i puristi e i critici più agguerriti rimproveravano al celebre tenore: qualche consonante di troppo nelle arie e romanze italiane o qualche esuberanza alle volte non appropriata al testo. Mario Lanza era ed è tutt’ora il tenore del popolo, dei poveri, che ascoltando la sua voce vengono trasportati e accomunati in una dimensione senza tempo e affanni, dove vale solo la qualità di un impasto vocale dal colore unico, altamente espressivo capace di trasportare milioni di persone in una dimensione diversa, ancora oggi nuove schiere di persone di ogni ceto sociale sognano ascoltando la sua voce.

 
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