Conosco benissimo la differenza che c'è tra una voce da teatro e una voce da camera, (sono stato un addetto ai lavori per aver studiato e cantato lirica per circa 16 anni e ho sentito dal vivo grandi cantanti sia in teatro che in camera).
Un ottimo esempio di voci da teatro, sempre restando nel campo tenorile, (cito solo alcuni nomi) sono: Enrico Caruso, Giacomo Lauri Volpi, Mario Del Monaco e Franco Corelli.
Mentre la voce di Mario Lanza non può essere, in alcun modo, confrontata ai predetti grandi della lirica, semplicemente perché, quella di Lanza era una voce unica, bellissima.
Le caratteristiche del personaggio Mario Lanza si possono così riassumere: enorme facilità di emissione dei suoni e di qualsiasi vocale in ogni nota del pentagramma, fraseggio naturale e spontaneo, tipico delle grandi voci, grande capacità respiratoria accompagnata da un'estensione completa e uguale fino al do diesis sopra le righe.
Qualche volta (ad essere puristi) si può rimproverare a Mario Lanza, la non corretta dizione dei brani di opere italiane, mentre in tutti i brani cantati in inglese, non si può rimproverare nulla.
Credo che Mario Lanza vada collocato al di fuori di ogni possibile paragone o critica, perché la sua voce fa presa immediata con il pubblico.
Da oltre 50 anni chi ascolta la voce di Mario, capisce solo che sta ascoltando qualcosa fuori dal comune e dagli schemi convenzionali, ciò che importa è il piacere di restare meravigliati e ammirati dal suo modo di esprimersi.
L'arte è qualcosa di impalpabile, incommensurabile, come quando si guarda ammirati l'opera di un artista o un tramonto mozzafiato.
Non si può misurare sempre con il metro, o con i decibel, o se in tal teatro si sente di più o di meno.
Il giudizio più grande e valido lo dà il pubblico e Mario Lanza ha vinto su tutti i fronti, la sua voce è ascoltata con gioia da milioni di ascoltatori in tutto il mondo.
Ho ascoltato e approvato, recentemente, una intervista televisiva di Luciano Pavarotti che ha definito Mario Lanza uno dei pilastri portanti della lirica nel mondo, perché? Semplice ha detto giustamente Luciano: "attraverso la voce i dischi e i film di Mario Lanza, milioni di persone sono state avvicinate al mondo della lirica e hanno potuto conoscere le opere liriche", io aggiungo: "anche tutta la musica che Mario Lanza ha interpretato, comprese le nuove canzoni e romanze scritte da Brodszky, Cahn, Romberg, Rodgers, Young, Lara" e perché no, anche dal bravo Renato Rascel, con la sua splendida e indimenticabile Arrivederci Roma.